C’È UNA CREPA IN OGNI COSA ED È COSÌ CHE ENTRA LA LUCE. 2021-2022
(Leonard Cohen – “Anthem”)
Un lavoro di autoritratto al quale si aggiunge un gioco di texture digitali e di interventi di manipolazione concreta dei materiali con strappi e sovrapposizione di carte varie: sono quadri a tinte scure dove la figura resta avvolta nel silenzio e colpita dalla luce.
C’è, però, a interrompere la normalità delle cose, una frattura che si insinua nella quotidianità della stanza, a proporre una domanda, un dubbio. Questa crepa rappresenta ogni cosa che non possiamo controllare nella nostra vita, da quelle personali, intime, una perdita, un distacco, a quelle sociali, una guerra, una pandemia, che vengono a mettere in dubbio e in pericolo tutto quello che siamo. Ci sono stratificazioni portate dai giorni e dal vissuto, e a volte si intravedono parole e lettere, parole che possono ferire o lenire le ferite, costruire o distruggere.
La frase che dà il titolo al progetto è rubata dal testo di una canzone di Leonard Cohen che si riferisce all’imperfezione che caratterizza tutte le cose umane, ma che non è un motivo per abdicare alla nostra azione costruttiva nel mondo.
Su di essa si depositano ombre, silenzi e fratture esistenziali che richiamano la filosofia del Kintsugi: ecco che le fratture nella nostra vita diventano, preziosi segni di ciò che abbiamo vissuto, segni che non ci impediscono di continuare a vivere e a riflettere la luce.
Il progetto ha vinto il primo premio alla Lettura Portfolio di Veneto Fotografia 2022 e ha ricevuto una nomination al Fine Art Photography Awards 2023.
C'E' UNA CREPA IN OGNI COSA













